Si è svolta ieri sera presso Lugano Airport l’esercitazione di emergenza su larga scala
“SIMEX 26”, che ha coinvolto l’aeroporto e i principali enti di primo intervento del
territorio. L’esercizio ha permesso di verificare sul campo procedure, tempi di
attivazione e coordinamento tra le diverse organizzazioni chiamate a intervenire in caso
di incidente.
Lo scenario ha simulato un incidente aereo all’interno del sedime aeroportuale, con il
coinvolgimento di più persone e la temporanea indisponibilità di uno dei normali accessi
utilizzati dai mezzi di soccorso. Una situazione volutamente complessa, pensata per mettere
alla prova la capacità delle diverse organizzazioni di reagire e coordinarsi anche in presenza
di imprevisti.
All’esercitazione hanno preso parte, oltre al personale di Lugano Airport e ai pompieri
aeroportuali, la Polizia cantonale, il Corpo civici pompieri di Lugano, i servizi sanitari e di
soccorso, Skyguide, l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini e il Servizio
d’inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI). L’esercizio si è svolto sotto la supervisione
dell’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC).
SIMEX 26 ha consentito in particolare di testare la catena di allarme, l’intervento dei
soccorsi, il coordinamento tra aeroporto e organizzazioni di primo intervento e l’attivazione
del Comitato di crisi di Lugano Airport. Tra gli obiettivi figuravano inoltre la verifica della
circolazione delle informazioni e della gestione della comunicazione in una situazione di
emergenza.
Le risultanze dell’esercitazione saranno ora analizzate e valutate nelle prossime settimane,
così da individuare eventuali aspetti da perfezionare e, dove necessario, aggiornare
ulteriormente le procedure.
Le esercitazioni su larga scala costituiscono una componente importante del sistema di
sicurezza aeroportuale: permettono di verificare in condizioni realistiche l’efficacia delle
procedure previste dal Piano di emergenza e il coordinamento tra i diversi attori chiamati a
intervenire. Per Lugano Airport, la normativa prevede lo svolgimento ogni due anni di
un’esercitazione di questo tipo, proprio con l’obiettivo di verificare il dispositivo e
introdurre eventuali miglioramenti sulla base delle osservazioni raccolte.
Christian Castelli, Direttore Lugano Airport